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Así lo afirmó el presidente Juan Manuel Santos, quien asegura que la medida está incluida en el pacto firmado en Cuba

¿Colombia y las FARC unidas contra el narcotráfico?
Presidente de Colombia, Juan Manuel Santos. (Foto: Reuters)

El acuerdo de paz entre el Gobierno colombiano y las FARC « cambia el panorama » global de la lucha contra el narcotráfico, dijo el miércoles el presidente Juan Manuel Santos.

« Imaginen lo que significa… que las FARC, que ha sido la operación militar que ha protegido a los narcotraficantes y que ha protegido las plantaciones de coca, se cambien de bando y que acordemos que nos ayuden a erradicar el narcotráfico de Colombia« , dijo Santos en inglés durante una actividad organizada por la agencia Reuters.

El pacto de la semana pasada establece que los guerrilleros que ahora protegen a carteles y cultivos de coca se unirán al gobierno en lucha contra el narcotráfico, señaló el mandatario.

« Lo que eso significa para la región, lo que significa para México, para América Central, para Nueva York, para Estados Unidos, para el mundo », agregó.

Señaló que durante las negociaciones insistió en que ese punto estuviese sobre la mesa.

« Cuando logramos un acuerdo sobre ese asunto, una de las primeras llamadas telefónicas que recibí fue del Secretario General de las Naciones Unidas, y la segunda llamada fue del Secretario de Estado de Estados Unidos », recordó.

Las FARC nacieron en 1964 como una guerrilla campesina. En ocasiones anteriores, gobierno y FARC han fracasado en sus intentos por concretar la paz para Colombia.

El gobierno colombiano y la guerrilla de las FARC se aprestan a reanudar el viernes las negociaciones de paz luego del reciente anuncio conjunto que la firma de un acuerdo podría ser firmado en marzo próximo.

Santos prometió a los colombianos ratificar lo acordado con las FARC en Cuba en un referéndum.

Fuente: AP

http://elcomercio.pe/mundo/actualidad/colombia-y-farc-unidas-contra-narcotrafico-noticia-1844912

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Guarda la versione ingrandita di Il presidente della Colombia Juan Manuel Santos a Milano con Matteo Renzi (Ansa) Il presidente della Colombia Juan Manuel Santos a Milano con Matteo Renzi (Ansa)

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MILANO – “Legalizziamo la cocaina”: lo propone Juan Manuel Santos, presidente della Colombia, intervistato da Carlo Brambilla di Repubblica al padiglione colombiano dell’Expo di Milano. Legalizzare la coca come strategia più efficace per combattere il narcotraffico.

Queste le parole di Santos: “Dobbiamo pensare a possibili forme di legalizzazione della droga. Penso alla marijuana, ma anche alla cocaina. È il grande tema che la comunità internazionale deve finalmente affrontare per trovare un approccio nuovo, più efficace, nella lotta al narcotraffico. E sottrarre alla mafia introiti enormi che alimentano la criminalità”. Scrive Brambilla:

“È Juan Manuel Santos, presidente della Colombia, tra i primi paesi al mondo nella produzione di cocaina, a lanciare la sfida epocale: riconsiderare le strategie globali dopo cinquant’anni di devastanti scontri con il narcotraffico. Un appello che la nuova Colombia vuole lanciare nei prossimi mesi alle Nazioni Unite. Incontriamo il presidente colombiano in visita al padiglione del suo Paese a Expo 2015, interamente dedicato alla straordinaria biodiversità della Colombia. Un clima così fertile da rendere la Colombia, secondo la Fao, uno dei primi sette paesi al mondo per potenzialità agricole.

Presidente Santos, le potenzialità agricole della Colombia valgono per la frutta tropicale, il cacao e il caffè. Ma anche per la coca, da cui si estrae la cocaina.
«È vero. La Colombia è il primo esportatore mondiale di cocaina. Ho combattuto tutta la mia vita contro il narcotraffico. Come politico, come ministro e ora come presidente. Credo che il mio paese abbia pagato il prezzo più alto in questa guerra e che quindi abbia le carte in regola per parlare del tema e lanciare un appello a tutti i paesi».
Lei pensa a una legalizzazione che equipari l’uso di stupefacenti a quello dell’alcol o del tabacco?
«Non è una decisione che la Colombia può prendere da sola. È un problema che la comunità internazionale deve affrontare con linee d’azione condivise. Io penso in ogni caso che i contadini che le coltivano e i semplici consumatori non debbano essere perseguiti. Bisogna combattere, invece, i trafficanti. Come faccio a dire ai miei campesinos che non possono coltivare la marijuna se poi la stessa erba può essere venduta liberamente negli Stati Uniti?»
La guerra al narcotraffico passa anche attraverso la pacificazione nazionale. Come stanno andando i colloqui di pace all’Avana con le Farc?
«Sto facendo tutto il possibile per arrivare a una pace definitiva. Questo è il mio impegno. Il tempo stringe e dopo tre anni di colloqui siamo alla stretta finale, al momento più difficile. Ma sono ottimista. Abbiamo raggiunto l’accordo sulla partecipazione politica, sullo sviluppo rurale e il narcotraffico, sul ritorno alla vita civile. Stiamo restituendo le terre ai contadini che sono stati costretti ad abbandonarle. Nell’ultimo anno e mezzo 250 mila ettari sono già stati restituiti. E il piano continua».
Quale restano i nodi più difficile da risolvere?
«I temi della giustizia transizionale e del disarmo. Le Farc chiedono una amnistia totale per tutti i guerriglieri. Ma per noi questo è impensabile».

Pubblicato il 18 giugno 2015 19:01 | Ultimo aggiornamento: 18 giugno 2015 19:35

di Redazione Blitz
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http://www.blitzquotidiano.it/politica-mondiale/cocaina-legalizziamola-lo-propone-il-presidente-della-colombia-2213974/

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La Colombie est l’un des principaux pays producteurs de cocaïne au monde. Pour lutter contre sa production et affaiblir la guérilla desFARC, qui tire une grande partie de son financement dunarcotrafic,Bogota a opté pour une méthode d’éradication contestée : les fumigations.Enquête de nos reporters.En Colombie, depuis plus de vingt ans, et avec le soutien des États-Unis, les autorités répandent de puissants herbicides par avion sur les cultures de coca illégales : du Roundup. Mais cet herbicide puissant, produit par Monsanto, serait dangereux pour la santé et l’environnement.

La population qui habite à proximité des zones aspergées, dans le sud du pays, et jusqu’à la frontière équatorienne, où nous nous sommes rendus, dénonce les conséquences des épandages massifs. Nous avons rencontré des hommes et des femmes qui affirment être tombés malades après le passage des avions. Certains d’entre eux affirment même avoir perdu un ou plusieurs enfants. Leur bétail est mort, la terre n’est plus fertile et leurs cultures, comme celles de cacao ou de café, ont été détruites.

En mars dernier, une alerte été lancée. Le Centre international de recherche sur le cancer (le CIRC), une agence de l’Organisation mondiale de la Santé basée en France, a classé le glyphosate, l’ingrédient de base du Roundup, « cancérogène probable chez l’homme », dernier échelon avant une classification comme « cancérogène certain ».

L’étude a aussitôt été contestée par la firme Monsanto qui commercialise ce désherbant et affirme qu’il est sans danger.

En Colombie, le débat est désormais ouvert sur les fumigations. Des divisions ont éclaté au sein même du gouvernement. Le ministre de la Santé s’est prononcé en faveur d’une suspension « immédiate » des fumigations, au nom du principe de précaution. Tandis que le ministre de la Défense souhaite, lui, qu’elles se poursuivent, au nom de la lutte contre « la criminalité ».

Le dossier devrait être tranché le 15 mai, date à laquelle le président colombien Juan Manuel Santos, qui doit aussi tenir compte de ses relations diplomatiques avec Washington, a convoqué une réunion du Conseil national des stupéfiants.

VIDEO: http://www.france24.com/fr/20150508-video-reporters-colombie-trafic-drogue-coca-cocaine-farc-glyphosate-monsanto-desherbant-cancerogene

Par Marc BOUCHAGE , Maud RIEU

SOURCE: http://www.france24.com/fr/20150508-video-reporters-colombie-trafic-drogue-coca-cocaine-farc-glyphosate-monsanto-desherbant-cancerogene

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